giovedì 24 luglio 2008

Il mostro ed il fantasma

E non c'e' dubbio
Non uno solo
Che l'impossibile sia vero

Ho fame.

La preda che ho catturato per Ivan non può saziare la mia fame.
Ho fame di ben altro.
Ho fame di vita, ho una necessità insopprimibile di divorare esperienze con ingordigia, non importa che siano mie o di altri, ho fame.
Il vuoto dentro me può essere colmato solo parzialmente da me stesso.
Per questo ho generato i miei fantasmi.

Ecco qui il mio preferito, il fantasma di Albert.
Quanto l'ho ammirato finchè era con me, era una vera fonte inesauribile di sogni, desideri, aspettative, illusioni e molto altro, era pasto e bevanda, pane e companatico, gioia per ognuno dei sensi.
Ma ora che non è più con me ho il suo fantasma che mi nutre, quasi come l'originale.

Ed ecco un altro dei miei preferiti, il fantasma del Cherubino.
Ha consistenza immaginaria e concreta contemporaneamente, è fantastico, riempie il mio mondo così oscuro come pochi altri possono fare, unisce ricordi e sogni, fantasie e realtà, presente e passato.

L'unica cosa che mi manca è il futuro.
Mi tengo lontano dal futuro come da ogni cosa che mi si avvicina.
Ma ho le mie rinascite, e so che ogni Settembre mi regalerà un nuovo presente.
Ho il mio passato ed il mio presente, la realtà ed il sogno, tutto mescolato assieme in un'amalgama variopinta e cangiante che cambia assieme alla luce che l'illumina.

Ogni mese la luce cambia molte volte, ed ogni mese so che attraverserà fasi alterne che mi regaleranno tutta la sfera delle emozioni che conosco.

Ne esistono forse altre?



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