mercoledì 30 luglio 2008
Il delirante epilogo di Quiche Howte #7
Ivan fissa dall'alto la base che vede nella vallata sottostante, così diversa da quella che ha lasciato.
Ne ammira la forma, ne percepisce colori e contrasti, ne immagina la vita brulicare all'interno e già pregusta il suo spazio ed il suo ruolo.
Il mostro annuisce soddisfatto.
"Quiche Howte. Capitano Howte per Ivan. Rispondi Ivan."
"..."
"Capitano Quiche Howte per Ivan. Rispondi Ivan."
Il mostro in piedi fissa la radio a terra mentre il ronzio si alterna alla voce del Capitano.
Ivan si volta, sopraggiunge e prende la radio in mano.
"Quiche Howte. Capitano Howte per Ivan. Rispondi Ivan."
"..."
"Capitano Quiche Howte per Ivan. Rispondi Ivan."
Ivan preme il pulsante di comunicazione quel tanto che basta per far scattare la portante.
Non parla ma ascolta il Capitano che ora ha assunto un tono concitato.
"Ivan! Ivan sei tu? Ivan se ci sei rispondi!"
Il mostro prende la radio e parla.
"Capitano Howte. Torni alla base."
Quiche riconosce la voce nonostante quel tono freddo ed immateriale che gli è giunto dall'altro capo della comunicazione.
"Ivan! Devi fornirmi le coordinate, la strumentazione che ho a bordo non ti può rilevare se non nel raggio di pochi metri! Dammi le tue coordinate!"
"Capitano Howte, se non le è chiaro le comunico nuovamente per conto di Ivan che la nostra collaborazione può ritenersi conclusa."
Quiche non focalizza subito il contenuto di quel messaggio.
Prima di recepirlo viene distratto da un trillo del sensore di prossimità.
Il sensore rileva la presenza di Ivan.
Quiche, con reazione istintiva ed immediata, disattiva il radar che finora l'aveva guidato ed attiva il visore panoramico che gli mostra direttamente ciò che ha attorno. La realtà.
Vede la fitta boscaglia in cui la sua navetta si sta per incagliare, vede la tana ed accanto alla tana, vicinissimo, Ivan con la radio in mano.
"Ivan! Abbassa gli schermi, ora posso attivare il raggio trattore!"
Il mostro prosegue con lo stesso tono assente di prima.
"Capitano Howte, lo dico per il suo stesso bene..."
Quiche non ha tempo di pensare.
In una frazione di secondo la navetta si schianta addosso ad Ivan.
In quell'attimo il visore di realtà mostra a Quiche il suo stesso volto riflesso.
Il fracasso scrosciante di vetri infranti copre il debole ronzio dei motori della navetta.
Uno squarcio si apre nell'enorme, immane parete a specchi contro cui la navetta si è schiantata.
La navetta si accartoccia sotto la costruzione che la parete a specchio celava.
Il mulino a vento inizia a ruotare, trascinando la navetta assieme a Quiche.
Quiche non tenta neanche di liberarsi dalle lamiere contorte. Attende che le pale portino a compimento il loro giro e lo conducano sotto la macina.
Il capitano Monti
"Capitano Monti a tutta la base C4T.4R5.1."
"Da questo momento prendo il comando della base ed assumo il nome in codice Quiche Howte #8."
"Il Capitano Quiche Howte #7 è disperso.
La missione di recupero è fallita."
"Chiudo."
Postludio
Ivan a colloquio
- "Candidato Ivan, mi parli di sè. Come si descriverebbe?"
- "Non mi descriverei affatto."
- "Perchè?"
- "Perchè credo che non si dovrebbe descrivere altro
che questo ritmo della nostra vita
che è la cadenza stessa dei temi preverbali della nostra esistenza
e che alla fine si rivela come un destino."
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1 commenti:
Immagino che "nessun commento" mi risponda da solo :rolleyes:
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